La rabbia

Chi di noi, nel corso della propria vita, non ha mai provato rabbia? È vero: alcune persone sono in grado di gestire meglio tale potente sentimento innato, altre riescono invece in qualche modo a mascherarlo, mentre altre ancora, per così dire, “perdono la testa”. A prescindere dalle suddette “categorie”, quasi quotidianamente ognuno di noi si trova costretto a farci i conti: una precedenza ad un incrocio non riconosciutaci, nostro figlio che torna a casa da scuola con un brutto voto oppure con una nota disciplinare. Ancora: un collega che ci sminuisce davanti al capo per far bella figura oppure un soggetto ineducato che si rivolge a noi, mentre siamo intenti ad espletare il nostro lavoro, senza il dovuto rispetto.

La rabbia può diventare molto pericolosa

Perché la rabbia può diventare pericolosa?

Insomma: le situazioni in cui il sentimento primordiale della rabbia può insorgere sono davvero innumerevoli. Detto ciò, però, poiché facciamo parte di una società civile, è estremamente importante imparare a gestirla oppure a manifestarla sotto forma di comportamenti socialmente accettabili, come andare a correre, sfogarsi in palestra, rivolgersi ad un confidente. Questo perché, nonostante la rabbia abbia una funzione protettiva necessaria e benefica per il nostro organismo, essa può anche trasformarsi in un’emozione incredibilmente devastante, che può portarci a compiere atti, anche violenti, che non sapevamo nemmeno ci appartenessero.

Per quale motivo chiunque di noi, anche i più tranquilli e posati, possono arrivare a mettere in pratica tali comportamenti violenti? La risposta è piuttosto semplice: perché la rabbia porta intrinsecamente con sé un “effetto collaterale” pericolosissimo: falsa la percezione della realtà, impedendo così al soggetto una valutazione lucida ed oggettiva dei fatti. In questo caso, i nostri schemi cognitivi ci predispongono ad interpretare erroneamente il comportamento altrui, o ad esagerarne il significato, portandoci all’attacco vero e proprio.

Rabbia incontrollabile

Le differenti tipologie di rabbia

In psicologia, sono stati individuati cinque tipologie differenti di rabbia:

  • PRIMARIA ADATTIVA: uno stato funzionale strettamente legato all’istinto primordiale di sopravvivenza che ci porta a difenderci quando ci troviamo effettivamente in una situazione di pericolo;
  • DISADATTIVA: la rabbia non svolge più le funzioni finalizzate a proteggerci da una situazione di effettivo pericolo;
  • SECONDARIA: al contrario della rabbia primaria adattiva, il sentimento non scema dopo pochi istanti ma, al contrario, si prolunga nel tempo e pone le proprie basi su alcune convinzioni personali legate molto spesso alla paura;
  • STRUMENTALE: la rabbia viene utilizzata come mezzo per relazionarsi con gli altri, incutendo timore, al fine di ottenere dei vantaggi;
  • INESPRESSA: l’individuo riconosce il sentimento della rabbia ma lo reprime, il che, nel lungo periodo, può diventare dannoso non solo per egli stesso, bensì anche per gli altri.

Come si può gestire la rabbia?

Come si può facilmente evincere dall’elenco riportato qui sopra, la rabbia non è un sentimento “sbagliato” da celare, mascherare e reprimere sempre e comunque. Al contrario, esso, come il dolore, ci dà la possibilità di reagire in tempi brevissimi in caso di effettivo pericolo.

Rabbia violenta

Alla luce di ciò, per stare bene con noi stessi e per essere in grado di relazionarci proficuamente con gli altri, è estremamente importante imparare a gestire la rabbia in maniera funzionale ed adattiva: impara ad accettare l’effetto scatenante, rifletti circa le possibili conseguenze delle tue azioni, migliora la tua consapevolezza e ricerca soluzioni efficaci per adattarti alla situazione che ha fatto insorgere in te il sentimento della rabbia evitando che gli effetti negativi della stessa ti distruggano. Perché dobbiamo essere onesti: nessuno vuole avere a che fare con un soggetto imprevedibile, a tratti violento, in grado di “scattare” da un momento all’altro senza che la situazione lo richieda.

Pensi di avere anche tu problemi riguardanti la gestione della rabbia? Bene, sappi che riconoscendolo sei già sulla strada giusta verso la guarigione. I tuoi atteggiamenti ti hanno condotto alla solitudine: a perdere il fidanzato, la fidanzata, oppure gli amici? Aspiri a diventare una persona migliore, affabile e di compagnia? Fai il primo passo: fatti aiutare da un esperto. Contatta il Centro di Psicologia Sole: il cambiamento parte proprio da te stesso.

Maggio 25, 2022

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