Piano dietetico

DISTURBI ALIMENTARI

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   Cosa sono e come affrontarli

Definizione secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi Mentali

Si definiscono Disturbi del Comportamento Alimentare tutti quei persistenti disturbi dell’alimentazione o dei comportamenti connessi all’alimentazione che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e che danneggiano significativamente la salute fisica, il funzionamento psicosociale e lavorativo.

Classificazione

I DCA sono classificabili in diversi modi: 

  • Anoressia nervosa;

  • Bulimia nervosa;

  • Disturbo da alimentazione incontrollata;

  • Disturbo da evitamento /restrizione dell’assunzione di cibo;

  • Picacismo (ingestione continuata nel tempo di sostanze non nutritive);

  • Altri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione specificati.

Inoltre, sono state studiate nuove forme di DCA che sono in forte aumento soprattutto tra i giovani e giovanissimi:

  • Ortoressia (fissazione patologica con il mangiare giusto e sano);

  • Drunkoressia (tenersi a digiuno tutto il giorno per arrivare all’Happy Hour a stomaco vuoto e affamati, e poi buttarsi sui superalcolici);

  • Vigoressia (percezione distorta del loro corpo che pur essendo muscolarmente ipertrofico, viene percepito come poco tonico e flaccido);
    Pregoressia (affligge le donne incinte che non vogliono aumentare di peso durante la gravidanza, si sottopongono a diete ipocaloriche e allenamenti prolungati).

Chi colpisce il disturbo alimentare

Il Disturbo dell’alimentazione colpisce soprattutto il sesso femminile, soggetti in età adolescenziale e prima età adulta. Inoltre, è stato visto che i DCA riguardano soprattutto la società occidentale. Altri fattori di rischio individuali potenziali possono essere: condizioni presenti nei familiari, esperienze di DCA prima dello sviluppo, caratteristiche personali dell’individuo, comportamenti anomali (diete ferree, saltare i pasti).

Statistiche sui disturbi alimentari

Secondo le stime ufficiali l’anoressia colpisce 5-5,4 casi per 100 mila abitanti (dato stabile dal 1970). Nelle donne il picco d’incidenza è tra 15-19 anni (270 per 100 mila abitanti per anno). Negli uomini il picco di incidenza è tra 10-24 anni (15,7 per 100 mila abitanti per anno). Per quanto riguarda la bulimia  l’incidenza è di 6,1 – 6,6 per 100 mila abitanti per anno (declinata dalla fine del 1980). Nelle donne picco d’incidenza tra 16-20 anni (per 100 mila abitanti per anno).

Il Disturbo Alimentare come viene vissuto?

I comportamenti tipici di una persona che soffre di un Disturbo del Comportamento Alimentare sono: digiuno, restrizione dell’alimentazione, crisi bulimiche (l’ingestione una notevole quantità di cibo in un breve lasso di tempo accompagnata dalla sensazione di perdere il controllo, ovvero non riuscire a controllare cosa e quanto si mangia), vomito autoindotto, assunzione impropria di lassativi e/o diuretici al fine di contrastare l’aumento ponderale, intensa attività fisica finalizzata alla perdita di peso. 

Soffrire di un disturbo alimentare sconvolge la vita di una persona; sembra che tutto ruoti attorno al cibo e alla paura di ingrassare. Cose che prima sembravano banali ora diventano difficili se non impossibili e motivo di forte ansia, come andare in pizzeria o al ristorante con gli amici o partecipare ad un compleanno o ad un matrimonio. Spesso i pensieri sul cibo assillano la persona anche quando non è a tavola, ad esempio a scuola o sul lavoro terminare un compito diventa difficilissimo perché sembra che ci sia posto solo per i pensieri su cosa si “debba” mangiare, sulla paura di ingrassare o di avere un’abbuffata.

Come si cura?

All'interno del Centro di Psicologia Sole  tutti gli specialisti hanno un approccio Cognitivo-Comportamentale, considerato il trattamento d’elezione per questo genere di disturbi che prevede specifici protocolli validati a livello scientifico ed internazionale. Tale approccio consente di superare un disturbo alimentare in tempi relativamente brevi.

Biofeedback

Alla base dei disturbi alimentari c’è una matrice ansiosa, per questo all’interno del Centro di Psicologia Sole  ci avvaliamo di strumenti come il Biofeedback che permettono di misurare l’ansia per poi trattarla in maniera specifica.

Il Protocollo Cognitivo-Comportamentale è considerato il trattamento d’elezione in quanto interviene in maniera mirata sulle distorsioni cognitive, sugli aspetti comportamentali e sul quadro fisiologico. Il 93% dei pazienti risolve definitivamente il suo problema.